Categoria | Abstract scientifico |
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Area Scientifica di riferimento | Terapie personalizzate e galenica clinica |
Titolo | Chemioembolizzazione transarteriosa epatica drug-eluting beads: il ruolo del farmacista addetto all’UFA. |
Autori | Siracusa A. (1) AOU "Gaetano Martino" - Messina - UOSD Genetica e Farmacogenetica - Programma Interdipartimentale di Allestimento Centralizzato |
Obiettivo | L’obiettivo del lavoro è evidenziare il ruolo del farmacista addetto all’UFA nell’allestimento delle siringhe contenenti le microsfere cariche di chemioterapico da usare durante la procedura. |
Introduzione | La chemioembolizzazione transarteriosa epatica drug‐eluting beads (DEB-TACE) è una procedura medica che, attraverso delle microsfere biocompatibili caricate con chemioterapico, permette di rilasciare dosi elevate di farmaco direttamente nel sito tumorale ottenendo allo stesso tempo la chiusura selettiva dei vasi sanguigni che nutrono il tumore. Questa tecnica viene utilizzata per trattare lesioni cancerose epatiche permettendo sia l’eliminazione di piccole masse tumorali sia di ridurre la massa tumorale pre-intervento. La somministrazione viene eseguita per mezzo di un catetere transarterioso. |
Metodi | Il farmaco di elezione per caricare le microsfere è la Doxorubicina ma si possono utilizzare anche Epirubicina, Cisplatino e Oxaliplatino. Ogni fiala da 50 mg di doxorubicina cloridrato liofilizzata si ricostituisce con soluzione fisiologica; successivamente le microsfere vanno idratate utilizzando 10 ml di doxorubicina cloridrato ricostituita per un tempo di 10 minuti. Infine, il contenuto della fiala di microsfere si aspira all’interno della siringa contenente la soluzione rimanente di doxorubicina cloridrato per ottenere la dose target di 50 mg di doxorubicina cloridrato per fiala di microsfere. Per la preparazione è fondamentale utilizzare un setting asettico per garantire la sterilità. |
Risultati | Complessivamente nel periodo 01/01/2024 al 30/09/2024 sono stati trattati 11 pazienti, 7 uomini e 4 donne con una età media di 74 anni. Nello specifico, 8 pazienti hanno avuto un beneficio tangibile dal trattamento (72,7%) rappresentato dalla riduzione della massa tumorale di circa il 48-53%. Di questi pazienti, i 4 trattati nel 1° trimestre 2024 presentano al follow up (dopo 1-3 mesi secondo scelta del clinico) buoni parametri di funzionalità epatica, buona risposta istologica locale. Dei 3 pazienti trattati nel 2° trimestre 2024, uno ha avuto complicanze di natura gastro-intestinale (diarrea profusa) che ha richiesto nuova ospedalizzazione. I follow up dei 4 trattati nel 3° trimestre indicano riduzione del tumore del 42%. |
Discussione e conclusioni * | Tale esperienza mostra ancora una volta la grande versatilità della professione del farmacista, capace di recitare un ruolo di primo piano in contesti diversi tra loro, di far parte di team multidisciplinari anche ad indirizzo chirurgico/interventistico, garantendo sempre un apporto determinante per il benessere del paziente. |
POSTER | Poster-Chemoembolizzazione.pdf |
Utente | alessandro.siracusa |